Tecnologia, Tiso(Accademia IC): “Incertezza regole su IA può rallentare innovazione”
“L’Italia sta cercando di regolamentare l’intelligenza artificiale, ma le norme attuali rischiano di frenare lo sviluppo invece di favorirlo. A quanto pare, infatti, le aziende non sanno esattamente quali siano i rischi, quali controlli servano e quali responsabilità ricadano su chi usa o sviluppa l’IA. Quando le regole non sono chiare, il rischio è che molti preferiscano rimandare gli investimenti. E chi aspetta finisce per comprare soluzioni già pronte da grandi aziende straniere, invece di costruire innovazione in casa. Serve una cosa prima di tutto: regole semplici, chiare e applicabili. Oggi la legge italiana rimanderebbe molti aspetti ai futuri decreti attuativi, lasciando zone grigie e interpretazioni diverse. Il risultato è che si sperimenta poco e si compra molto dall’estero, indebolendo l’ecosistema italiano Come si può sbloccare la situazione? Sicuramente i decreti attuativi dovrebbero trasformare i principi generali in istruzioni pratiche. E farlo in fretta. In particolare, dovrebbero chiarire cinque aspetti fondamentali. Responsabilità, Trasparenza tecnica, Valutazione del rischio più semplice, Sandbox regolatorie e Acquisti della Pubblica Amministrazione. Insomma da una parte serve la chiarezza del legislatore, dall’altra il coraggio delle imprese. L’Italia ha un grande potenziale, ma servono regole chiare e applicabili per trasformare l’IA in un’opportunità reale, non in un freno. Sempre nella consapevolezza che l’intelligenza artificiale va disciplinata è governata in aiuto e non in sostituzione della azione umana”.
Così, in una nota stampa, il portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca, Carmela Tiso.
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