Ue, Petizione Euromò al Parlamento: “Troppe sedi: spreco soldi e danno per ambiente”

Il Direttivo nazionale del Movimento “Europa Unica - Euromò” ha inviato alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, contestualmente all’avvio di una specifica raccolto firme - a cui potranno aderire tutti i cittadini europei -, per richiedere la razionalizzazione logistica del Parlamento Europeo, la riduzione dell'impatto ambientale istituzionale in linea con il Green Deal e l’ottimizzazione delle risorse pubbliche. “Ogni mese, migliaia di deputati, assistenti, funzionari e traduttori - insieme a tonnellate di documenti e attrezzature - si spostano per quattro giorni da Bruxelles a Strasburgo per svolgere le sessioni plenarie. Questo sistema a doppia sede - esordisce il portavoce nazionale di Euromò, Rocco Tiso - rappresenta oggi un'anomalia non più tollerabile. In un momento storico in cui ai cittadini europei vengono chiesti sacrifici economici e sforzi legati alle transizioni industriali ed ecologiche, il mantenimento di questo assetto riflette un'istituzione distante dagli obiettivi di sostenibilità che essa stessa legifera”. Quali, nello specifico, le motivazioni primarie che ha spinto Euromò a promuovere la petizione? “Primo, l’impatto ambientale in contrasto con il Green Deal: le carovane logistiche mensili producono un'emissione stimata in oltre 10mila tonnellate di CO2 all'anno. Il Parlamento Ue non può esercitare appieno la sua autorità morale e legislativa in materia climatica se non azzera l'impronta ecologica prodotta dal proprio pendolarismo istituzionale”, dice Tiso. Che poi continua: “Due, spreco di risorse pubbliche ed efficienza di bilancio: la costante transumanza dell'apparato burocratico genera costi milionari nel lungo periodo a carico dei contribuenti. Un'amministrazione efficiente richiede la massima ottimizzazione delle spese di funzionamento”. Infine, ma non meno importante, l’inefficienza e la frammentazione istituzionale: “La dispersione geografica frammenta l'attività legislativa e riduce l'efficienza del controllo democratico che il Parlamento deve esercitare, essendo le altre istituzioni concentrate a Bruxelles”. Alla luce di questo contesto, Euromò dunque chiede di promuovere una risoluzione parlamentare che impegni formalmente il Parlamento Ue a sollecitare il Consiglio Europeo per l'avvio delle procedure necessarie alla fissazione di un'unica sede permanente e indivisibile a Bruxelles; un'audizione pubblica presso la Commissione "Peti" per quantificare i reali costi ambientali ed economici del pendolarismo istituzionale, mettendoli in relazione con gli stringenti obiettivi dell'Unione in materia di neutralità climatica. Infine, Euromó invita l'Ufficio di Presidenza del Parlamento ad adottare “tutte le misure interne di contenimento dei costi e delle emissioni legate agli spostamenti, riducendo al minimo l'impatto sul bilancio della Ue”.

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