Lavoro, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Servono diritti e tutele contro gig economy”

“La gig economy è ormai una componente strutturale del mercato del lavoro italiano. Rider, freelance digitali, lavoratori delle piattaforme: figure che operano senza tutele tradizionali, con redditi variabili e con una dipendenza crescente dagli algoritmi. All’inizio la gig economy sembrava offrire opportunità interessanti: autonomia, libertà di orari, possibilità di scegliere i lavori. Molti giovani l’hanno vista come una porta d’ingresso nel mondo del lavoro. Ma la realtà si è rivelata più difficile e complessa. Tra le questioni più delicate c’è ad esempio la subordinazione algoritmica, visto che spesso le piattaforme digitali decidono: chi lavora, quando, a quale tariffa, e con quali priorità. Gli algoritmi valutano la puntualità, la disponibilità, la velocità, creando una forma di subordinazione invisibile ma molto potente. Il lavoratore non ha un capo, ma un sistema che lo monitora e lo valuta in tempo reale. Inoltre, la gig economy è caratterizzata da compensi bassi, mancanza di ferie e malattia, assenza di contributi adeguati, e impossibilità di costruire una carriera. Molti lavoratori dunque vivono una precarietà costante che impedisce di progettare il futuro. Quale l’impatto sociale? La gig economy frammenta il lavoro, aumenta la vulnerabilità economica e rischia di creare nuove forme di disuguaglianza. È un fenomeno che cresce più velocemente delle tutele, e che richiede risposte politiche immediate: diritti, protezioni sociali e percorsi di crescita. La gig economy non può diventare il nuovo volto della precarietà, ma deve essere regolata per garantire dignità e sicurezza”.

Lo sottolinea, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

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